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Ho abbandonato le audio letture. Il tempo di una prima prova e rinuncio... Be', ho pensato che non era una grande idea. Meglio starsene zitti, e lasciare spazio alle parole scritte.

Al di fuori di Hogwarts sono qui: http://pfthewall.blogspot.com/

Allenamento notturno



Harry aveva preso la scopa nascosta sotto l'asse mobile del letto. Mancavano due settimane al ritorno a scuola, e non aveva intenzione di farsi trovare fuori forma per la nuova stagione di Quidditch. Nessun Grifondoro ci stava a regalare ancora la coppa a Serpeverde, tantomeno lui, che giocava da Cercatore, il ruolo più importante della squadra. Decise di allenarsi di notte, così che il buio potesse nasconderlo meglio.
Quella sera i Dursley erano tutti a cena fuori, e lui, solo in casa, poteva concentrarsi, indisturbato, sulla serratura della sua camera. Armeggiò con una forcina per capelli (un vecchio trucco da babbani che aveva imparato dai gemelli Weasley) e sgattaiolò tranquillo nell'oscurità, fino alla finestra in cucina (anche la porta d'ingresso era chiusa a chiave). Forzò la finestra e, via... fuori nella tiempida notte di metà agosto.
Superata Wisteria Walk, con la Nimbus in spalla, salì la collinetta che portava al parco giochi abbandonato, naturalmente deserto. Ma prima di mettersi a cavallo della scopa Harry si assicurò che il posto fosse davvero primo di occhi indiscreti. Un rombo di motore e delle luci in alto nel cielo - forse di un aereo o di un elicottero - poi di nuovo silenzio. Inforco la Nimbus e si staccò da terra, mantenendosi basso. Un paio di giri a pelo d'erba e salì più in alto... Il volo lo svuotava di ogni preoccupazione, era sempre stato così, fin dalla prima lezione di volo, sui campi di Hogwarts.
Non potendo allenarsi ad acchiappare il boccino si concentrò sulla velocità e sull'equilibrio. Cercava di raggiungere velocità elevate per poi virare all'improvviso, cambiando direzione più volte, rapidamente. Dopo pochi giri si accorse di vibrazioni anomale al manico, quindi scese a terra e controllò la coda della Nimbus. Alcuni ramoscelli spuntavano all'infuori irregolarmente. Harry tolse via quelli più vecchi, mentre gli altri gli avrebbe settati una volta tornato a casa, facendo uso dell'ottimo Kit di Manutensione per Manici di Scopa regalatogli da Hermione.
Passate le ventitrè fu costretto a ritornare a casa per non dover litigare coi Dursley. Ridiscese la collina, passò la casa della signora Figg e, una volta nel giardino del numero quattro, forzò per la seconda volta la finestra della cucina. Fece scorrere l'acqua del lavandino e si rinfrescò il viso sudato.
Arrivato in camera, e una volta chiusa la porta, si gettò sul letto, esausto. Sentì qualcosa accartocciarsi sotto la schiena. Sollevandosi a fatica si ritrovò tra le mani una lettera. L'aprì. La calligrafia era contorta e quasi imcomprensibile: "Herry, guarda che ti ci ho visto stasera in volo sulla scopa. Che ti salta in testa? T'ho beccato mentre sorvolavo il Surrey con la mia moto... Hai rischiato grosso, ragazzo! Molto grosso! Volare tra le case babbane... non ci si fa! Ci sono gente che poteva vederti! Non farlo mai più, Herry. Non cacciarti nei guai, mi raccomando. Hagrid. P.S.: Con la scopa sei il migliore!"
Anche se aveva le sue ragioni, beccarsi una sorta di Strillettera da Hagrid non era il massimo, visto che lui era uno di quelli che, nel mondo magico, ne combinava sempre di tutti i colori. Harry buttò giù qualche riga in risposta a Hagrid, rassicurandolo che non avrebbe più volato, tuttavia non promise di rimanere fermo in casa, bensì di studiare delle alternative di allenamento ai voli notturni tra le case babbane.
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Il cane nero


Rimanere lontano dal mondo magico era la cosa che Harry odiava più di qualunque altra. Più del professor Piton e, forse, anche di Draco Malfoy. Troppo poco quel paio di lettere da parte di Ron e Hermione ricevute cinque giorni prima, rilette fino a impararle a memoria. Quella che doveva essere la sua casa era invece la sua prigione. Scendeva al piano di sotto soltanto per i pasti: meno stava a contatto con gli zii e meglio era, per tutti.
Il tempo, nella vecchia camera da letto di suo cugino, non passava mai. Cercava di occuparlo con lo studio, contando i giorni che lo separavano dal ritorno a scuola, e osservando fuori dalla finestra. Aspettava la sua civetta con ansia, ma ciò che lo incollava al davanzale, da qualche giorno, erano le visite frequenti di un cane dal pelo nerissimo e arruffato, che gironzolava spesso nei pressi del vialetto del numero quattro di Privet Drive. Capitava che si fermasse proprio sotto la finestra di Harry, come in attesa di qualcosa o qualcuno. Certamente una seccatura per Zio Vernon. - Chiamerò l'accalappiacani! Questi randagi devono sparire! Non voglio pulci nel mio giardino! - aveva sbraitato quella sera, di ritorno da lavoro, coprendo la voce dell'annunciatrice in tivvù che leggeva la notizia di un'evasione di un pericoloso criminale...
Il cane ritornò verso mezzanotte. Harry si era appisolato sul davanzale. Non c'era una nuvola in cielo, ed Edvige che planava di ritorno era l'unica macchiolina presente nel manto blu trapunto di stelle. Si posò sul braccio di Harry, svegliandolo. - Eccoti, finalmente - esclamò Harry. - Nessuna lettera, eh? - aggiunse poi, deluso. Edvige gli beccò amichevolmente il dorso della mano, come per rincuorarlo. Offrendo alla civetta dell'acqua e qualche galletta indurita, Harry si accorse del cane. Era di nuovo lì in strada a osservarlo, immobile. Ma dopo un po' qualcosa lo spaventò. Prese a ringhiare in direzione della porta d'ingresso, mentre con uno strascicare di passi zio Vernon (in un'orrenda vestaglia) cercava di scacciare il cane, agitando le braccia come un pazzo - Via, vattene da qui! Via! Via!
Il cane sparì, e zio Vernon (borbottando e imprecando) rientrò in casa. L'animale non riapparve sul vialetto, ma rimase a guardare in direzione della finestra di Harry fino all'alba, nascosto in un cespuglio della casa di fronte. Due grossi e penetranti occhi gialli...
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Rock n' Troll


Un fine settimana lontano dalla scuola: un piccolo anticipo di vacanze pasquali. Era una domenica mattina nuvolosa, con pochi e timidi raggi di sole che sbucavano di tanto in tanto tra le nubi vaporose. Non il tempo migliore per una passeggiata a Diagon Alley, ma Harry, Ron e Hermione non avevano intenzione di lasciarsi sfuggire una delle rare occasioni per visitare i vari bazar che non c’entrassero nulla con le spese scolastiche.

Fecero un salto da Magic Town, un piccolo e grazioso museo di miniature delle più grandi opere architettoniche del mondo magico: videro una minuscola ma particolareggiata Hogwarts con tanto di Lago Nero, la candida e marmorea banca Gringott e gli stadi più avveniristici progettati per il Quidditch. Passarono anche da Accessori di prima qualità per la pesca alle Piovre Giganti (Ron ne capiva qualcosa di pesca alle Piovre, e spinse Harry e Hermione a darci un’occhiata).

Esausti per la passeggiata si concessero una pausa da Bocconcini Bon Bon, prendendo un bel calzone caldo e fumante ciascuno.

«Dovrei fare un salto da Erbe e Funghi Magici» disse Hermione alzandosi dal tavolo. «Su, coraggio, prendete le borse e andiamo.»

«Hermione, calma. Non abbiamo nessuna fretta.»

«Ron, devo ricordarti che tua madre ci ha dato appuntamento al Paiolo Magico tra poco meno di un’ora?»

Di nuovo in strada si avviarono verso i mercati erboristi. Ma non arrivarono mai. Un incontro tanto inaspettato quanto strambo non permise ai tre ragazzi di proseguire fino da Erbe & Funghi Magici.

«Harry! Sei proprio tu!» esclamò un tizio che incrociarono per la via con un sorriso splendente e con un’espressione da copertina. Vestiva con pantaloni e giaccia di pelle, molto simile a uno dei componenti delle Sorelle Stravagarie, la famosa rock band.

«Ehm, lei sarebbe?» chiese Harry, che come Ron e Hermione, credeva proprio di non conoscere quello strano tipo.

«In effetti» fece l’uomo vestito di pelle osservando il suo abbigliamento e non smettendo mai di sorridere «ne sono cambiate di cose! Ma sicuramente ricorderete del vostro splendido e incomparabile insegnante di Difesa contro le Arti…»

«PROFESSOR ALLOCK!?»

«Esattamente, signor Weasley, proprio io. L’ultima volta che ci siamo visti è stato l’anno scorso, al San Mungo, vero? Oh, sì, ricordo…»

«E’ guarito?» chiese Hermione, sorpresa.

«Guarito completamente, signorina Granger! E in splendida forma, ora. E in tutt’altra veste». Rise. Una risata da cartone animato. «Dopo la mia… ehm, insomma… dopo la mia disavventura a scuola ho deciso di dare una svolta alla mia carriera» spiegò. «Sapete, con alcune mie conoscenze, e discostandomi parecchio da libri e lezioni pratiche, sono riuscito ad aprire uno studio di registrazione. Adesso faccio musica!»

Harry, Ron e Hermione rimasero in silenzio per qualche secondo, osservando ancora una volta, da capo a piedi, l’ex professore. Ricordavano di un Gilderoy Allock stravagante, pronto a tutto per risaltare la sua immagine, ma quasi non credevano a ciò che avevano di fronte.

«In meno di un anno ho prodotto due dischi» disse Allock pieno di gioia. Poi abbassò la voce, come per confessare qualcosa di eccezionale. «E tra qualche mese ne produrrò un terzo, che sarà il quinto della discografia de Le Sorelle Stravagarie, nientemeno!»

«Stupendo» commentò piatto Ron. «Rovinerà anche loro, immagino».

Allock rise sardonico, ma non rispose alla provocazione. Continuò con la caratteristica parlantina, spiegando alcune delle sue idee a lungo termine, con l’intenzione di far approdare nuovi talenti nel mondo della musica, un progetto che nel mondo magico aveva sempre stentato a decollare.

«Miei cari ragazzi, ora devo proprio andare. Tra venti minuti ho appuntamento ai Rock n’ Magic Studio».

«Dobbiamo andare anche noi» disse Hermione, delusa per l’ora. L’incontro con Allock la costrinse a rinunciare agli acquisti da Erbe & Funghi Magici. «E’ stato un piacere rivederla, professore. Le auguriamo tanto successo».

«Tanto successo» ripeterono Harry e Ron quasi in coro.

«Grazie, ragazzi! In bocca al lupo anche a voi!»

«Crepi» ripeterono Harry e Ron, questa volta in perfetta sincronia.

* * *

Il cielo era diventato più cupo e minaccioso quando incontrarono la signora Weasley e suo marito ad aspettarli all’entrata del Paiolo Magico.

«Papà, non crederai mai chi abbiamo incontrato oggi» biascicò Ron tra il disgustato e l’incredulo.

Allegramente, il signor Weasley rispose: «Mmm, vediamo, tiro a indovinare: Gilderoy Allock in versione Rock n’ Troll?»

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Welcome to...


Ed eccomi qui, in un'altra veste e in un altro posto. E' da tanto che pensavo e ci lavoravo per creare questo spazio, e finalmente, tra compromessi, lavori in html e photoshop, approdo su un'altra piattaforma, lasciando alla spalle Splinder e vecchio stile. Non sarà un blog come il precedente: non parlerò di me, non scriverò niente che mi riguarda. Ho scelto di aprire un blog a tema, per divertirmi soprattutto, e - spero - divertire anche chi vorrà leggere...
Scriverò principalmente storie (o se volete chiamatele Fan Fiction) sul mondo creato da J.K. Rowling, ma non solo (in alcune occasioni ho intenzione di spaziare anche con racconti non potteriani). Ma questo spazio tratterà principalmente di un universo che molti conoscono, anche fin troppo bene, con lo scopo di continuare a fantasticare sulle vicende dei libri e dei film. So che ne esistono a palate di blog e idee simili a questa, ma la voglia di scrivere e inventare storie mie, che vengano lette, e che magari vengano create a più mani attraverso collaborazioni esterne, è forte.
Le storie non avranno cronologia: potranno aver luogo prima di un episodio invece che di un altro, o potranno essere del tutto inventate, con situazioni completamente differenti dai libri.
Per adesso non ho nessun racconto pronto da postare, ma cercherò di scrivere qualcosa il prima possibile così da iniziare a fare sul serio!

Sui tempi di aggiornamento non prometto nulla a nessuno (né a me stesso). Potrà capitare di scrivere e pubblicare due racconti in un giorno (difficile, ma potrà capitare), o nessuno per qualche settimana, tuttavia cercherò di lasciare qualche traccia, facendo uso di citazioni, scenette, immagini e quant'altro per evitare di lasciare troppo in abbandono questa finestra virtuale su Hogwarts.

La veste grafica per ora è un po' scarna e arrangiata, ma una volta capite tutte le funzionalità della nuova piattaforma, proverò a cambiare e rendere più accogliente il mio nuovo angolo creativo.
Come template ho scelto questo perché mi ha ricordato vagamente l'home page del sito di Jo Rowling. Dopo aver cercato di crearne uno da me (senza successo), sono passato alla ricerca di qualcosa di già bell'e pronto. Un template semplice, che mi desse l'impressione di scrivere e leggere davvero su qualcosa, e non soltanto su un banale foglio elettronico. Non so, magari un giorno cambierò del tutto grafica, ma per ora mi godo questa che trovo praticamente perfetta per quello che avevo pensato.

Benvenuti, quindi, a chi mi conosce e a chi mi conoscerà.
Accendo una nuova
luce, sperando che sia giusta.

Read More 5 commenti | Pubblicato da Marco Guadalupi edit post
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