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Ho abbandonato le audio letture. Il tempo di una prima prova e rinuncio... Be', ho pensato che non era una grande idea. Meglio starsene zitti, e lasciare spazio alle parole scritte.

Al di fuori di Hogwarts sono qui: http://pfthewall.blogspot.com/

A Window to the Past


«Com’era mio padre?»
«Era… era un brav’uomo. Un amico come pochi altri. Leale, sincero, altruista. Forse non tutti sono così fortunati da incontrare un amico come tuo padre nella propria vita. Vedi, Harry, non ti parlo così perché non c’è più. Non sono un ipocrita, Harry. Tuo padre era un ragazzo vivace e qui a Hogwarts ne ha combinate delle belle» sorrise Lupin. «Ma tuo padre era una persona eccezionale. E per i problemi, i guai… be’, trovava sempre una soluzione».
Dopo la chiacchierata con il professor Lupin, Harry tornò in sala di ritrovo ad aspettare Ron e Hermione, fuori per la gita a Hogsmeade. Il pomeriggio non era stato tanto male, e restare col professor Lupin non fu molto diverso dal passare un po’ di tempo insieme a un amico. Il legame tra suo padre e il professor Lupin lo percepiva a pelle, e quei racconti, quei ricordi di uno dei migliori amici di suo padre, gli riscaldarono il petto di emozioni.
Ma il pensiero di un destino bieco e ostile gli baluginò alla mente come le fiammelle del camino appena acceso. La vita, fino a quel momento, gli aveva più portato via che donato qualcosa. Aveva perso tutta la famiglia, non aveva parenti, una casa, nessun ricordo di niente e di nessuno. Come se qualcuno si fosse accanito su di lui con ferocia disperazione, per lenire dolori e espiare colpe, per sfogarsi.
Pensò che, sì, magari da quel momento in poi la vita gli avrebbe riservato solo cose belle, che sarebbe stato un crescendo. In effetti, constatò, da quasi tre anni aveva un posto molto simile a una casa e una famiglia, aveva amici, affetti, piccole grandi soddisfazioni. E poteva soltanto andare di bene in meglio. Sarebbe stato così? Dopo tutti quegli orrori, davvero ci sarebbe stato spazio solo per gioia e felicità? No, no fuori da qualche parte c’era un pericoloso criminale… E Voldemort.
Soffermò lo sguardo tra il fuoco scoppiettante. Gli sembrò quasi che le fiamme rossastre formassero un volto umano che lo osservava e sorrideva…
«Ehilà, Harry, guarda qua!»
«Ciao, Harry.»

Ron e Hermione erano appena arrivati dalla gita a Hogsmeade.
«Questa busta è tutta per te, amico. Tutte roba di prima scelta presa da Zonko, il negozio di scherzi preferito da Fred e George, e ora anche da me! Dovresti vedere!»
L’arrivo di Ron e Hermione, carichi di entusiasmo per la passeggiata tra le viuzze del villaggio di Hogsmeade, fece dimenticare a Harry quei grovigli di pensiero. Ron raccontò di Zonko e di Mielanda, un negozio di dolci tra i più forniti del mondo magico.
«E c’è anche un bel posticino tranquillo dove sorseggiare Burrobirra e leggere un buon libro» disse invece Hermione.
Quando fu ora di andare a letto, i tre amici spensero il fuoco del camino. Mentre salivano le scale di pietra diretti ai rispettivi dormitori, i fili di fumo si mischiarono nell’oscurità e ai fasci di luce lunare proiettati dalle vetrate, fino a dissolversi.
Harry non riuscì ad addormentarsi subito. Nel letto, sotto le coperte, sbirciando dalla finestra della camera, ripensava alle parole di Lupin. Riprese a immaginare suo padre, mentre fuori, le sagome dei Dissennatori, sbucavano di tanto in tanto coprendo la luce della luna come enormi ombre scure sul mondo.

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Citazioni - 1


«Stanno cercando di screditarlo» rispose Lupin. «Non hai letto la Gazzetta del Profeta la settimana scorsa? È stato escluso dai maghi del Ministero dopo che ha tenuto un discorso per annunciare il ritorno di Lord Voldemort. L'hanno retrocesso dalla carica di Stregone capo del Wizengamot e stanno decidendo se levargli anche l'Ordine di Merlino, Prima Classe».
«Ma Silente dice che non gli importa di quello che fanno finché non lo tolgono dalle figurine delle Cioccorane» disse Bill con un gran sorriso.


da L'Ordine della Fenice.
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La stanza segreta di Sirius



La primavera aveva risvegliato la voglia di pulizie di Harry. La casa di Sirius continuava a produrre sporcizia; strati e strati di polvere si aggiungevano li uni sugli altri, formando patine grigiastre su muri e suppellettili. Harry si era trasferito da poco a Grimmauld Place, e non aveva mai trovato il tempo di girare in tutte le stanze della casa per dare una ripulita. Inoltre mancavano pochi giorni alla Pasqua. Harry aveva invitato tutti a festeggiare la ricorrenza proprio a Grimmauld Place... motivo in più per mettersi a pulire.
Ron e Hermione lo raggiunsero di buon'ora per aiutarlo, quella mattina di aprile.
- 'Giorno - sbadigliò Ron entrando in casa . - Scusa, Harry, non è che non mi va di aiutarti, è che... Hermione! mi ha svegliato prima del canto del gallo! -
In quel momento entrò Hermione. - Ron! Non stare gobbo e non dormire in piedi, per l'amor del cielo. Oh, buongiorno Harry! Iniziamo subito? -
Dallo sgabuzzino del seminterrato cacciarono fuori scope, stracci e ogni tipo di solvente speciale. Ron non si era ancora ripreso, ma iniziò a collaborare comunque alle operazioni di pulizia, anche se, visto lo stato della casa, potevano essere considerate bene come operazioni di disinfestazione. Le uniche stanze pulite e in ordine erano la cucina e la camera da letto al primo piano, gli unici luoghi della casa abitati da Harry. Non che fosse maniaco dell'ordine come Hermione, ma almeno lì non c'era motivo per sgobbare con gli stracci e i solventi magici.
Harry e Ron si occuparono del salone da pranzo, mentre Hermione dei piani superiori.
- Questa casa è una fabbrica di sporco. Non ricordo di averla mai vista pulita - si lamentò Ron, sbadigliando per l'ennesima volta, e Harry non poté che essere d'accordo con l'amico. A un tratto, il torpore di Ron fu cancellato del tutto dal grido di Hermione - Venite immediatamente, svelti! -
Harry e Ron si precipitarono su per le scale. - Dove sei, Hermione? Cos'è successo!? -
- Sono qui! -. La voce della ragazza proveniva dallo studio di Sirius. Ron si lanciò verso la porta.
- Hermione, stai bene? -
- Ma certo che sto bene -
- E allora perché diavolo ti sei messa a urlare!? - rantolò Ron piegato sulle ginocchia.
- Guardate - fu la risposta di Hermione. Spinse la parete opposta alla scrivania e quella slittò di lato, aprendo un varco...
Si ritrovarono in un'altra stanza. Aveva tutta l'aria di essere la dimora di lusso di un castello. C'erano arazzi e statue, strani oggetti meccanici e due pareti stracolmi di libri che attirarono subito l'attenzione di Hermione.
- Cos'è questo posto? Harry, tu ne sapevi niente? -
- No, niente. Non sono mai entrato nello studio di Sirius -
Dopo quasi un'ora di spasmodica ispezione, spuntò fuori anche gatto dal pelo bianco. Parve il padrone incontrastato di quella stanza, e non sembrava neanche tanto contento della presenza dei ragazzi. Hermione riuscì tuttavia a prenderlo in grembo e coccolarlo un po'.
- Ci dev'essere un altro passaggio segreto - disse Harry, - se quel gatto è qui, e da quel muro siamo entrati solo noi... -
- Probabile - convenne Hermione.
Ma a parte il muro dello studio non trovarono altri passaggi nascosti.
- Chissà che ci faceva Sirius con tutta questa roba - disse Ron osservando la riproduzione fedele di una tartaruga gigante.
- Credo sia tutta roba appartenuta alla sua famiglia, roba antica, tramandata e conservata qui - giudicò Harry.
- E perché non te ne avrebbe mai parlato, scusa? Non l'ha menzionata neanche nel testamento -
- Be', forse perché non era tanto importante, almeno non per lui - rispose Harry.
- Sirius ha lasciato la casa a Harry, e aveva sicuramente considerato che prima o poi questa stanza sarebbe stata scoperta - spiegò Hermione che continuava a coccolare il gatto.

Dopo un paio d'ore scesesero tutti e tre in sala da pranzo per continuare le pulizie. Ron prese a sgrassare con decisione le finestre, e Harry capì che le continue coccole di Hermione al gatto l'avrebbero irritato fino a fine giornata.

Read More 6 commenti | Pubblicato da Marco Guadalupi edit post
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